Difendiamo il suolo….

In Italia si continua a “divorare” il territorio incuranti delle conseguenze che un utilizzo spregiudicato del suolo, può portare all’interno del sistema nazionale.

In Italia non c’è regione che possa astenersi dal fermarsi a pensare su quanto fatto, per evitare il consumo del suolo, e tra queste regioni troviamo anche la Sicilia, già in forte rischio dissesto.

Dai dati riportati dall’ISPRA negli ultimi anni, il territorio siciliano ha perso una percentuale di suolo superiore al 5 % pari a (585 ettari).

In Italia nel 2016 ci siamo”mangiati” 250 km quadrati di territorio in 2 anni, 35 ettari al giorno, ciò dimostra che il problema della cementificazione selvaggia è ben lontano dall’essere risolto.

Faccio mio questo periodo, condividendo in pieno il contenuto: “Il futuro non è il consumo ma è il recupero di spazi dismessi e magari già perfettamente serviti, il riuso di cose ed edifici, l’economia circolare, la bellezza, la condivisione, l’autosufficienza energetica, l’ecologia e la cultura della partecipazione, la rigenerazione dei quartieri. Questo per parlare delle città, ma tutto il territorio italiano va recuperato e salvato dall’abbandono e dall’incuria. La ri abitazione ed il lavoro per tutti sono la vera finalità del nostro progetto.”

È necessario ed urgente spostare la focalizzazione della sostenibilità dalla scala dell’edificio a quella urbana, consci del fatto che non basta un insieme di edifici energeticamente sostenibili per ottenere un sistema urbano sostenibile.
La dimensione è ben più complessa e ricca di implicazioni.

In gioco entra proprio il consumo di suolo, la sua qualità, le sue destinazioni, l’intero sistema della mobilità, il sistema del verde, sia pubblico che privato, che oltre a garantire l’inalienabile diritto al verde costituisce un importante elemento di bilanciamento della CO2 emessa, infine tutti quei processi che tendono a diminuire i consumi e massimizzare il riciclo degli scarti urbani.

Anche grandi architetti come Le Corbousier con la sua Ville Verte, aveva anticipato il tema del consumo del suolo, proponendo la costruzione di edifici multipiano sollevati dal suolo, ben distanziati e ben orientati al fine di beneficiare di maggiore aria e luce, ma con una densità abitativa che permettesse la riduzione del consumo di suolo, lasciando grandi aree verdi libere, veri e propri parchi a fronte di fazzoletti di terreno individuali.

La visione dell’uomo è stata tutt’altra, quella individualistica della casa uni-bifamiliare, del “piccolo è meglio”.

Tornare indietro difficilmente sarà possibile, rimediare agli errori, è obbligo morale di tutti, bisogna proteggere il territorio tutto a partire da quello costiero, e dire stop al consumo di suolo.

Naturalmente necessita un censimento ed una verifica puntuale del territorio, specie delle zone di rispetto e di inedificabilità assoluta.

Credo che sia arrivato il momento di riflettere, non sprechiamo altro suolo !!!

Giuseppe Mazzonello

 

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